Come creare un blog e guadagnarci nel 2021: guida dettagliata per tutti

Le parole Blog e Blogger fanno ormai parte del nostro linguaggio quotidiano, così come leggere i contenuti di diversi blog fa decisamente parte delle abitudini di ciascuno di noi.

Non solo: ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha pensato di aprire un blog tutto suo. Qui, però, il discorso si fa un tantino più complicato e non è caratterizzato dalla stessa immediatezza: sono moltissime le persone che vorrebbero creare un blog, ma hanno tante remore perché non conoscono bene la materia e hanno paura di fare errori e di perdere soltanto tempo. Non sono nemmeno pochi coloro che ci provano e si trovano poi di fronte a difficoltà che li fanno desistere.

In questo articolo ti spiegherò per filo e per segno come fare, affrontando le questioni tecniche, quelle relative ai contenuti e le varie possibilità che sono a disposizione di chi vuole imbarcarsi in quest’avventura.

 

Ci vogliono conoscenze tecniche per aprire un blog?

Volendo rispondere in maniera breve e concisa a questa domanda, non possiamo che rispondere con un reciso “no”. Non occorrono conoscenze tecniche particolari per diventare un blogger di successo, non è necessario essere uno sviluppatore web né un tecnico informatico o un programmatore particolarmente qualificato.

Aprire un blog è decisamente alla portata di tutti: soprattutto, non ci sono limiti di età né titoli di studio obbligatori, né, tantomeno, l’obbligo di possedere esperienze pregresse in campo informatico.

Naturalmente, occorrono un paio di accorgimenti e di nozioni, ma è un dato di fatto che chiunque può creare un blog di successo, capace di assicurargli anche un certo margine di guadagno a fine mese. Il tutto, solo e semplicemente affidandosi a delle preziose regole.

In questa nostra guida, ti riveleremo tutti gli strumenti di cui hai bisogno e che ti aiuteranno a creare un blog di successo: puoi esserne certo!

 

Come creare un blog assicurandosi che verrà letto dalla gente?

La prima domanda da porsi, quando si vuole aprire un blog, è sostanziale: di cosa vuoi parlare nel tuo blog? Un buon modo per creare un blog di successo è realizzare dei contenuti che rispondano a domande ben precise.

La maggior parte delle persone cerca in rete le risposte a determinati quesiti. Non solo: le risposte che cerca devono essere chiare, veloci e soddisfacenti.

D’altro canto, non è quello che stai cercando tu leggendo quest’articolo? La funzione di questo articolo è quella di suggerirti in maniera chiara e comprensibile come creare un blog personale; se mi perdessi in mille divagazioni, andresti a cercare i passi necessari ad aprire un blog di successo altrove.

È dunque necessario mantenersi focalizzati sui contenuti e sulla maniera di esprimerli, che dev’essere il più chiara, efficace e corretta possibile.

Se scrivi un blog di cucina, dovrai fornire ai tuoi lettori un numero cospicuo di ricette interessanti e originali, che dovranno essere spiegate con chiarezza, per invogliare chi legge a testarne l’esecuzione. Questo discorso vale per qualunque tipo di blog.

Una volta creati contenuti utili e di qualità, bisogna fare in modo che gli utenti arrivino sul blog. Come? Molti risponderanno che sarà il passaparola a fare gran parte del lavoro e che è solo questione di pazienza. Non è proprio così: oltre ad essere molto lento, il passaparola non è un metodo efficace per aumentare le visualizzazioni del proprio blog.  Il modo migliore per ottenere visite è fare in modo che i propri articoli del blog si trovino nelle prime posizioni su Google. In questo modo, le persone che effettuano ricerche su Google, troveranno facilmente il nostro blog. Più avanti in questo articolo scoprirai come farlo!

 

Creare un blog e guadagnare è ancora possibile?

Decisamente sì. La premessa necessaria è riuscire a trovare una nicchia in cui inserirsi. Benché ci troviamo di fronte ad un’inflazione di informazioni disponibili in Rete, sono ancora molte le nicchie (e le sub-nicchie) disponibili e/o inesplorate in cui è possibile inserirsi con successo. La prima furbizia, dunque, consiste nel non scegliere un ambito inflazionato.

Il metodo migliore è quello di collocare il blog all’interno di una “sub-nicchia”, una nicchia collocata in un’altra nicchia più grande. Insomma: più si sceglie un ambito specifico, meno si rischia di soccombere sotto i colpi della concorrenza.

In seconda battuta, occorre scrivere di ciò che si conosce: se hai notato che nessuno parla di cucina cambogiana, mentre innumerevoli sono i blog di cucina cinese e thailandese, ma non sai nulla di cosa si mangi in Cambogia, non è consigliabile aprire un blog sulla cucina khmer.

Tra i blog che funzionano meglio ci sono quelli che fanno recensioni di prodotti. Questi si basano su un sistema di affiliazione: si recensisce un certo prodotto e s’inserisce un link di affiliazione. Per ogni vendita effettuata a partire da quel link, si riceverà una commissione. Moltissimi blogger utilizzano il sistema di affiliazione di Amazon, che garantisce una scelta di prodotti molto ampia.

Non è però l’unica possibilità: esistono blog di successo in tutti gli ambiti, che si parli di cucina, di animali, di viaggi o di tecnologia. Un esempio su tutti: il famosissimo blog di Aranzulla, che risponde a questioni di carattere informatico e che è da anni sulla cresta dell’onda, ricavando una fatturazione annuale di più di 2 milioni di euro.

 

La mia esperienza con il mio primo blog

La mia prima esperienza con un blog risale ormai a cinque anni fa. Anch’io partivo totalmente digiuno: non sapevo come fare un blog, come posizionarlo nei primi risultati di Google o, men che meno, come guadagnare per mezzo di esso.

Nell’arco dei primi dieci mesi, però, sono riuscito a passare da entrate pari a zero a 300 euro mensili. Quei dieci mesi mi sono serviti ad imparare davvero come si fa un blog e ad assimilare dunque alcuni concetti importanti, come ad esempio il concetto di SEO. Queste nozioni, una volta applicate, mi hanno permesso di far sì che il mio blog apparisse tra i primi su Google e che diventasse remunerativo.

Non c’è infatti da illudersi: se il tuo blog non appare sulla prima pagina di Google, non c’è modo di ricavarne dei guadagni. Ancor di più: posizionarsi tra i primi tre risultati, in una pagina Google che contiene dieci risultati è ben diverso che far parte del gruppo successivo, ossia essere posizionati tra la quarta e la decima posizione.

Che avessi trovato la maniera giusta per gestire un blog fu ancora più chiaro solo due mesi dopo, ovvero dodici mesi dopo l’apertura del blog: i miei guadagni erano arrivati a 1.300 euro al mese, grazie alle conoscenze e ai trucchi che avevo acquisito e applicato.

Come arrivare a questo obiettivo? C’è da dire che essere costanti ha aiutato sicuramente molto. Nei primi 10 mesi di vita, ho lavorato quotidianamente ore e ore per realizzare i contenuti del blog e per comprendere meglio come funzionasse tutto questo ecosistema. Ovviamente, non mi aspettavo di ottenere già una rendita passiva già in questo periodo di tempo ma non tutti la pensano come me: la maggior parte, vogliono raggiungere subito i risultati e “abbandonano la nave” nel momento in cui non iniziano a guadagnare. Se lo avessi fatto anche io, non mi sarei trovato con uno “stipendio mensile” dalla mia attività di blogging.

In questo articolo, è mia intenzione condividere con te queste conoscenze e questi trucchi: essi consentiranno anche a te di aprire un blog di successo.

 

Meglio fare un blog gratis o a pagamento?

A questa domanda non si può rispondere in maniera univoca: molto dipende da quali sono gli obiettivi che ti prefiggi di raggiungere con il tuo blog.

Se vuoi semplicemente condividere pensieri e opinioni, riflessioni e argomenti che conosci o ti stanno a cuore, senza l’esigenza di raggiungere il grande pubblico e di guadagnare attraverso il tuo blog, non hai bisogno di un blog a pagamento. Un blog gratuito è più che sufficiente e sicuramente i tuoi amici ti leggeranno con piacere facendo anche un po’ di passaparola;

Se invece hai intenzione di realizzare un guadagno attraverso il blog e di raggiungere il numero più ampio possibile di utenti, ti consiglio decisamente di scegliere un blog a pagamento.

I vantaggi di un blog a pagamento possono essere riassunti nei punti seguenti:

  • Dominio proprio: il tuo dominio avrà il nome che sceglierai, ad esempio, “ilmiodominio.com”. Se al contrario sceglierai una piattaforma gratuita, ad esempio Blogger, non sarà così e ti troverai ad avere un indirizzo come “ilmiodominio.blogspot.com” (è il caso della piattaforma Blogger, appunto);
  • Possibilità di disporre di funzionalità extra
  • Maggiore libertà e flessibilità
  • Migliore posizionamento su Google: Google preferisce decisamente i blog a pagamento.

 

Aprire un blog in 4 step

Entriamo ora nel vivo e cominciamo concretamente a vedere quali sono i passi da compiere per creare un blog di successo

1. Definisci i tuoi obiettivi

L’ho già detto: prima di creare il tuo blog, prima di cominciare a scrivere e prima di pensare di renderlo una fonte di reddito, occorre trovare il perché del tuo blog. Perché hai deciso di aprire un blog? Quali sono gli obiettivi che ti poni? Quale messaggio, quali contenuti, quali valori vuoi trasmettere al mondo?

Rispondere a queste domande ti aiuterà a non abbandonare il tuo blog dopo un po’. Più della metà dei blog che vengono aperti, infatti, vengono abbandonati nel giro di poco tempo.  Il motivo principale per cui ciò avviene è che i blog in questione non sono stati in grado di assicurare dei guadagni stabili.

Come si fa un blog di successo, dunque?

La conditio sine qua non è proprio stabilire di cosa si vuol parlare e perché. Solo dopo aver trovato l’argomento e il suo perché, puoi cominciare a chiederti come fare per “monetizzare” il tuo blog, ovvero come fare in modo che ti consenta di guadagnare.

Se vogliamo che il nostro blog ci procuri dei guadagni, dobbiamo inoltre dedicare ad esso impegno, costanza e accuratezza. Ciò presuppone, necessariamente, che gli dedichiamo una quantità di tempo sufficiente.

Insomma, se vuoi guadagnare per mezzo del tuo blog, questo deve diventare per te un vero e proprio lavoro, o, almeno, un secondo lavoro: non può essere un semplice passatempo.

Sono moltissimi i blog in rete che guadagnano migliaia di euro al mese. Ma com’è possibile monetizzare un blog?  Qui di seguito una serie di esempi, affiancati dalla principale fonte di guadagno corrispondente:

  • I blog di ricette si monetizzano per mezzo di Google Adsense, un servizio offerto da Google per la gestione dei banner pubblicitari
  • I blog contenenti recensioni di elettrodomestici possono essere monetizzati tramite Google Adsense, ma anche per mezzo del programma di affiliazione di Amazon
  • I blog di viaggi possono essere monetizzati con i programmi di affiliazione di Booking per la prenotazione di alberghi, di Airbnb per quella di appartamenti, di Skyscanner per i voli e di Getytourguide per le visite guidate. Naturalmente, anche per questo tipo di blog è possibile utilizzare Google Adsense
  • Un blog di cibo “healthy” attraverso Google Adsense ma anche con affiliazioni di diverso tipo (Amazon, negozi bio, ecc.)
  • Blog di scommesse: possono essere monetizzati inserendo la promozione di siti e piattaforme di scommesse

Sono solo esempi: le possibilità sono numerosissime!

2. Scegli la tua nicchia

Siamo arrivati ad una parte di fondamentale importanza: la scelta della nicchia.

Procediamo allora con calma: cosa si intende, esattamente, con il termine nicchia? La nicchia non è altro che l’area tematica nella quale andrà a collocarsi il tuo blog. In altre parole, la nicchia è l’argomento di cui tratterà il blog che stai creando.

Le nicchie esistenti sono potenzialmente infinite: la cucina, i viaggi, la moda, il bricolage, lo sport, la salute, il fitness, eccetera.

Quelle che ho appena citato sono nicchie molto generiche ed ampie; in realtà, più circoscritta e specifica sarà la nicchia che sceglierai, maggiori saranno le probabilità di inserirti con il tuo blog al suo interno con successo.

Molti ritengono, al contrario, che rivolgendosi ad un pubblico ampio, avranno maggiori possibilità di vedere coronato dal successo il loro blog, dal momento che un numero potenzialmente alto di utenti potrebbe interessarsi ad esso. In realtà, questo è un errore di valutazione piuttosto comune, uno dei primi che si commettono, quando si sta creando un blog.

Il segreto vincente, al contrario, è rivolgersi ad una nicchia specifica di persone, che condivida la tua passione o preferenza per un determinato argomento e che possa attingere dai contenuti che inserirai nel blog informazioni utili.

Al tempo stesso, però, neppure ti sarà di grande aiuto scegliere una nicchia davvero minuscola, per la quale quasi nessuno prova interesse.

Facciamo un paio di esempi concreti per capire meglio cosa corrisponda ad una nicchia dalle dimensioni, per così dire, “ideali”:

Errore numero 1: nicchia troppo grande. Poniamo il caso che tu sia un appassionato di cucina e che quindi pensi di creare proprio un blog di cucina. In questo ambito, la concorrenza è davvero schiacciante: in Rete ci sono blog di cucina che sono dei veri e propri giganti del settore.Riuscire a farti largo tra una tale folla, in gran parte composta da star, sarebbe davvero difficilissimo, se non impossibile.

Errore numero 2: nicchia troppo piccola. Se sei un appassionato di pesca d’acqua dolce e conosci tutti i segreti di un certo torrente situato tra due valli alpine, potresti pensare di aprire un blog proprio su questo, sui segreti di quel torrente, sui pesci che vi si trovano, sulle giornate migliori per pescare e sui ristoranti della zona. Probabilmente, il tuo blog sarebbe proprio carino e ben fatto, visto che ci metteresti il cuore, ma, per quanto tu abbia intenzione di impegnarti, è molto difficile che raggiungerai un pubblico sufficientemente grande, visto che stai parlando di un torrentello di montagna nascosto tra due vallate.

Qual è allora la dimensione giusta per la nicchia in cui ci posizioneremo?

Nel primo caso, potresti decidere di aprire un blog di cucina dedicato ad un dato ingrediente, alla tradizione culinaria di una certa regione, a un certo tipo di dieta. In questo modo, potresti riuscire a collocarti in una sub-nicchia ancora in parte inesplorata e dotata di potenziale

Nel secondo caso, dovendo cercare di allargare la nicchia, potresti fare un blog sulla pesca d’acqua dolce nelle valli alpine. In questo modo, il tuo potenziale pubblico si allargherebbe non poco, ma tu rimarresti decisamente focalizzato su un argomento molto specifico e a te caro.

E allora? Come si sceglie la propria nicchia?

Oltre a quanto abbiamo spiegato finora, un altro segreto decisivo sta nello scegliere una nicchia che sappia conciliare la parte ludica e quella pratica. L’aspetto ludico riguarda le tue passioni, le tue conoscenze e la tua voglia di comunicare riguardo ad un dato argomento. La parte pratica riguarda la possibilità che la nicchia che hai scelto sia in grado di assicurarti dei guadagni.

Volendo riassumere tutto in alcuni punti schematici, possiamo dire che quelle che seguono sono le tipiche caratteristiche di una nicchia profittevole:

  • Può contare su un buon numero di persone interessate all’argomento;
  • Riguarda un argomento che conosci bene;
  • Le persone sono disposte a spendere ei soldi nell’ambito di riferimento della nicchia in questione;
  • Hai qualcosa da vendere in quella nicchia (nel caso in cui, al contrario, non ci sia nulla da vendere nella nicchia che hai scelto, puoi naturalmente sempre affidarti ai banner pubblicitari di Google Adsense)

Gli obiettivi che necessariamente ci si deve porre perché una nicchia sia profittevole, devono essere necessariamente S.M.A.R.T, dove smart non è soltanto la nota parola inglese, ma anche l’abbreviazione di:

  • Specific
  • Measurable
  • Achievable
  • Relevant
  • Time bound

Già l’osservanza di questi criteri, nella scelta della nicchia, può aiutarti moltissimo a creare un blog che sia di successo e quindi profittevole.

Ancora meglio è, però, se ti affidi a qualche tool. Personalmente, ti consiglio di utilizzare Kwfinder.

Kwfinder è un tool a pagamento che ti permette di cercare in rete, a partire dai termini da te indicati, le parole chiave (in inglese keyword) correlate che più frequentemente gli utenti cercano sul web.

Inoltre, potrai vedere l’evoluzione del volume di ricerche degli ultimi 12 mese, quali sono i siti che si posizionano nei primi risultati per determinate keyword e la difficoltà per entrare nella nicchia.

Facciamo conto, ad esempio, che tu voglia scrivere un blog su Parigi. Grazie a Kwfinder puoi capire se la nicchia è profittevole vedendo quanta gente cerca le parole chiave riguardanti il tuo blog e analizzando i competitor.

Usando la tool, andiamo a vedere, dunque, quante persone, in Italia, cercano le seguenti keyword su Google ogni mese(dati di Maggio 2021):

  • Cosa vedere a Parigi (1800 persone)
  • Cosa fare a Parigi (460 persone)
  • Cosa mangiare a Parigi (180 persone)

È questo il responso attuale di Kwfinder: si tratta di cifre piuttosto basse per questa nicchia, sicuramente dovute all’epidemia da coronavirus, ma basta già a farti un’idea di come Kwfinder possa esserti d’aiuto.

Nel caso tu avessi deciso di aprire un blog su Parigi, con questi dati, potresti gia capire anche quali contenuti scrivere nel blog. Potresti creare i seguenti articoli/post:

  • 10 cose da vedere a Parigi durante il tuo tour nella città
  • Cosa Fare a Parigi: 5 attività da non perdere!
  • Cosa mangiare a Parigi: i piatti tradizionali della cucina parigina

Invece, per esempio, per la keyword “panorama tour eiffel” (10 ricerche mensili), potrebbe non convenire concentrare i nostri sforzi a scrivere un articolo sulle viste mozzafiato dalla Torre Eiffel visto che quell’articolo potrà attirare al massimo delle poche visite ogni mese.

I tool in grado di essere d’aiuto in questo senso sono piuttosto numerosi, ma Kwfinder, a fronte di una buona efficienza, è relativamente conveniente. Infatti costa 1/3 o,addirittura ¼ meno rispetto ad altre tool simili.

Puoi scegliere sia il piano basico annuale che quello mensile. Il secondo costa un po’ di più, ma ti permette ogni mese di rescindere il contratto, se lo desideri. Con il pian basico, che sia mensile o annuale, puoi cercare fino a 100 parole al giorno.

Se sei ancora all’inizio della tua avventura e non te la senti ancora di investire, non preoccuparti: puoi rimandare un passo del genere ad un secondo momento e continuare a leggere questo articolo!

3. Crea il blog

Entriamo nel vivo: stai per compiere i primi passi decisivi per aprire un blog tutto tuo.

Cosa fare, prima di tutto? La prima cosa da fare è acquistare un piano di hosting e un dominio.

L’hosting non è altro che il server che ospiterà il tuo blog, quello in cui sarà installato. Il dominio, invece, è il link del tuo sito (ad esempio: www.ilmiodominio.com ), ovvero l’indirizzo del tuo sito Internet, grazie al quale gli utenti potranno trovare il tuo blog. Insomma, volendo utilizzare una metafora, l’hosting è il terreno su cui hai deciso di costruire la tua casa e il dominio è l’indirizzo della casa che costruirai (il blog). Di fatto, non serve sapere altro: abbiamo già detto che non occorre affatto essere dei tecnici informatici per aprire un blog!

Di fondamentale importanza, naturalmente, è la scelta del nome del dominio, ovvero il nome che vorrai dare al tuo blog. L’opzione migliore è quella di scegliere un nome che sia facilmente memorizzabile e che abbia un legame diretto con il nucleo degli argomenti che vorrai trattare nel tuo blog. Naturalmente, potrai optare anche per il tuo nome e cognome, questo nel caso in cui tu abbia intenzione di sviluppare il tuo personal branding. Si tratta di una soluzione molto praticata, anche da numerosi blogger di successo, in quanto efficace e semplice. Un esempio chiaro è il blog di Aranzulla.

Arrivati a questo punto, è consigliabile affidarsi a piattaforme prestigiose del settore, come SiteGround. SiteGround è in assoluto una delle migliori piattaforme disponibili sul mercato: offre ottimi pacchetti e permette di registrare il dominio che preferisci. Il pacchetto Startup costa soltanto 5,99 € al mese e include hosting e dominio.  Di solito, quando acquistiamo un pacchetto di hosting, il dominio viene incluso nel prezzo dell’hosting per il primo anno.

Una volta che abbiamo il dominio e l’hosting possiamo finalmente passare alla effettiva creazione del nostro blog e lo faremo utilizzando WordPress. Perché scegliere WordPress? E, soprattutto: cos’è WordPress?

WordPress è un programma gratuito che ti permette di creare e gestire progetti web di tipo professionale anche se non sai nulla di programmazione. WordPress ti consente di ottenere un risultato davvero professionale e di esercitare un controllo completo sul tuo blog, sia dal punto di vista grafico, sia da quello funzionale.  Una volta acquistato un pacchetto hosting, dunque, e aver creato il tuo dominio, grazie a WordPress non avrai alcun tipo di limitazione e potrai modellare il tuo blog a tua immagine e somiglianza!

 

4. Guida pratica per aprire un blog

In questo paragrafo, entreremo finalmente nel vivo e vedremo più nel dettaglio come fare per aprire un blog, descrivendo la procedura necessaria, tappa per tappa. Subito dopo, potrai diventare protagonista e, se lo vorrai, iniziare concretamente a scrivere un blog!

Prima di illustrarti le varie tappe, però, intendo ritornare brevemente sulla questione della scelta del nome per il tuo blog, dal momento che si tratta di un punto di importanza davvero fondamentale.

Anche se hai già in mente un nome e ti sembra di essere davvero pronto per cominciare a creare un blog disuccesso, ti invito a leggere questa parte e a chiederti se il nome che hai scelto sia davvero quello giusto. Il nome sarà infatti un elemento importantissimo del successo del tuo blog.

Cominciamo a fissare dunque alcune regole molto semplici da seguire, ma di fondamentale importanza:

  • Cerca di far coincidere il nome del sito con quello del dominio. Ti sembra un’ovvietà? Non lo è affatto, vista la mole di soluzioni fantasiose che si trovano in Rete!
  • Pensa a nomi semplici da ricordare, l’ho già suggerito nel paragrafo precedente, ma lo ripeto volentieri. Al tempo stesso, però, non essere eccessivamente generico.Le persone sono sempre più scaltre e raffinate nelle loro ricerche su Google! Lascia lavorare la fantasia per trovare un nome facilmente memorizzabile ma decisamente evocativo e attraente.
  • Nome lungo o corto? Hai a disposizione fino a 67 caratteri…è il caso di usarli tutti? Tendenzialmente no, ma se rischi di scrivere un incomprensibile nome fatto di abbreviazioni e difficile da ricordare, meglio sfruttare tutto lo spazio a disposizione
  • Trattini: sì o no? Tendenzialmente, non è consigliabile: i trattini sono difficili da ricordare e da ripetere a voce; è vero pure, però, che i motori di ricerca sono molto aiutati dalla presenza dei trattini a capire di cosa parla il blog.
  • Se possibile, scegli il singolare piuttosto che il plurale: il singolare viene ricercato più frequentemente dagli utenti del web.

Bene, se hai preso in esame il nome che hai scelto per il tuo blog e ti sembra che vada bene anche alla luce dei punti illustrati più sopra, sei davvero pronto per cominciare!

 

Vediamo dunque come aprire un blog, in pochi e semplici step: l’operazione nel suo complesso non durerà più di 10 minuti!

  • Vai sul sito di SiteGround.com
  • Scegli “wordPress Hosting”
  • Clicca su “acquista”
  • Scegli un pacchetto, tra quelli disponibili, ce ne sono tre. Per gli inizi, il pacchetto StartUp va benissimo: l’upgrade, d’altronde, è sempre possibile e potrai cominciare a pensarci quando il tuo pubblico sarà abbastanza consistente
  • Clicca su “registra un nuovo dominio” e inserisci il nome che hai scelto per il tuo blog comprensivo di estensione (ovvero .it, .com eccetera). Nel caso in cui non sia disponibile, fai ulteriori tentativi (ad esempio: ilmiodominio.it, ilmiodominio.com, ilmiodominio.net e così via). I domini .com, .net e .it, sono i più diffusi e sono gratuiti.Se hai già un dominio, scegli invece l’opzione “ho già un dominio”
  • Se il dominio è disponibile e quindi può diventare tuo, inserisci nella schermata successiva i tuoi dati, la tua mail e una password. L’e-mail e la password ti serviranno per accedere al tuo dominio.
  • Una volta scelto un dominio disponibile, clicca su “procedi”
  • Inserisci i dati relativi al pagamento e clicca su “paga”
  • Il tuo blog è online!

A questo punto, il più è fatto e occorre procedere installando WordPress. Qui di seguito, la procedura passo dopo passo:

  • Dopo aver portato a termine l’acquisto del tuo pacchetto hosting su SiteGround, clicca su “procedi alle impostazioni dell’account”
  • Inserisci nome utente e password (li hai scelti prima) clicca su “imposta il tuo sito”. Nel caso in cui tu decida di fare questo in un secondo momento, ossia dopo essere uscito da SiteGround, puoi raggiungere questo step semplicemente accedendo al tuo account dalla home di SiteGround.
  • Vai al box “crea un nuovo sito” e clicca su “seleziona”. Avrai a disposizione 4 opzioni: WordPress, WooCommerce, Weebly Sitebuilder e “altro”. Scegli e seleziona WordPress
  • – scegli le tue credenziali. Non devono essere le stesse dell’hosting. L’hosting è lo spazio che ospita il tuo blog, WordPress è il programma che ti consente di gestire il tuo blog.
  • Attendi che il processo di installazione si concluda

Ora puoi entrare nel tuo sito e cominciare a lavorarci su!

Per farlo, devi effettuare il login. In particolare, per accedere al sito in veste di amministratore, basta accedere dalla pagina cPanel di siteGround. Oppure, puoi accedere digitando nella barra degli indirizzi www.nomesito.com/wp-admin  .

La prima volta che cerchi di entrare nel tuo blog a partire da WordPress, potresti avere qualche difficoltà. Vediamole insieme:

  • Nella tua area utente di WordPress campeggia il laconico messaggio “sito non trovato”: niente paura! La “propagazione” del sito non è ancora arrivata a compimento: al massimo, nel giro di 24 ore, il problema sarà risolto
  • Potresti avere qualche problema con l’https e ricevere messaggi del tipo “la connessione non è privata” o “non è possibile verificare il certificato”. Anche in questo caso, non lasciarti spaventare! Contatta l’assistenza clienti di SiteGround. È facilissimo: basta cliccare sul punto interrogativo in alto a destra e poi su “visita il centro assistenza”. L’assistenza clienti di SiteGround è ottima e può aiutarti per moltissimi tipi di problemi in maniera veloce ed efficace.

Ora possiamo dire che stiamo decisamente entrando nel vivo della nostra avventura!

 

Design, struttura e funzionalità del blog

Entriamo allora nel vivo e cominciamo a dotare il nostro blog di una sua propria personalità!

Accedere all’editor del blog

Ora che abbiamo il nostro blog in wordPress, possiamo accedere all’editor per modificarne il design, aggiungere delle funzionalità, creare pagine o, semplicemente, per scrivere contenuti.

Abbiamo già detto che per poterlo fare, basta aggiungere “/wp-admin” alla fine del nostro dominio. Se, ad esempio, il nostro dominio è www.ilmiodominio.com, basterà digitare www.ilmiodominio.com/wp-admin ed il gioco è fatto.  Inseriamo dunque username e password, e iniziamo a lavorare!

Ecco, qui di seguito, le voci che vedrai nel menù di wordPress, insieme alle loro funzionalità principali:

  • Bacheca: questa voce comprende due sotto-voci:
    • Home: conduce alla pagina principale della bacheca di WordPress;
    • Aggiornamenti: ci permette di visualizzare la pagina che riporta gli aggiornamenti da eseguire e, eventualmente, di eseguirli.
  • Articoli: è la sezione che ci permette di scrivere e pubblicare gli articoli del blog. Il sottomenù comprende le voci:
    • “tutti gli articoli”: conduce ad una pagina contenente tutti gli articoli pubblicati
    • “aggiungi articolo”: ci permette di creare un nuovo articolo.
    • “Categorie”: permette di visualizzare tutte le categorie del Blog ed eventualmente di crearne di nuove o di cancellarne di esistenti.
    • “tag” ci consente di creare dei tag da aggiungere agli articoli, corredati da una breve descrizione

Prima di continuare, è bene chiarire la differenza che esiste tra pagina e post (o articolo). Molti blogger alle prime armi fanno un po’ di confusione in questo senso.

La differenza principale tra pagine e articoli è rappresentata dal fatto che le prime sono statiche e non hanno scadenza alcuna e i secondi, invece sono dinamici e ordinati cronologicamente.

Per questa ragione, le pagine si prestano ad essere utilizzate per fornire agli utenti informazioni che non variano nel tempo e che sono utili in maniera stabile. È il caso della pagina “chi siamo”, “la nostra storia”, “contattaci”, per la pagina che descrive il blog, eccetera. Le pagine non sono classificate per data, non supportano i pulsanti di condivisione e in genere non vengono aperte ai commenti. Ciascun blog ha un numero limitato di pagine a disposizione, per cui è bene riflettere su quali contenuti sia meglio inserire in esse.

I post, al contrario, sono classificati sulla base della data di pubblicazione e per questo motivo, si prestano alla condivisione e all’interazione e sono particolarmente indicati a riportare le news e le notizie del blog. Il loro numero è illimitato, appaiono sulla home, possono essere categorizzati tramite etichette, appaiono nei feed RSS (appaiono cioè nel browser e si aggiornano di frequente). I post si prestano ad attirare gli utenti sul blog. Le pagine, invece, hanno una funzione semplicemente informativa.

Ora che abbiamo chiarito questa importante differenza, possiamo andare avanti.

  • Media: possiamo aggiungere nuovi file o lavorare con quelli che abbiamo precedentemente caricato nella libreria. In questa categoría rientrano le immagini del nostro blog.
  • Link : ci consente di visualizzare tutti i link che abbiamo inserito e di aggiungerne di nuovi o di gestirli suddividendoli in “categorie”
  • Pagine: due sono le sotto-voci:
    • Tutte le pagine: ci permette di visualizzare tutte le pagine pubblicate;
    • Aggiungi pagina: ci permette di aggiungere una nuova pagina
  • Commenti: permette di collegarsi direttamente ai commenti degli utenti e di rispondervi o pubblicarli, naturalmente ciò vale nel caso in cui si sia abilitata la possibilità per gli utenti di commentare
  • Aspetto: contiene tutti gli elementi grafici:
    • Temi: sono in pratica le opzioni a tua disposizione per creare il tema del tuo sito, molte delle quali disponibili gratuitamente
    • Personalizza: come suggerisce il nome, ti permette di scegliere opzioni di personalizzazione
    • Widget: elementi che permettono di aggiungere determinate funzionalità
    • Menu: ti permette di creare tutti i menu che vorrai aggiungere al tuo sito
    • Editor del tema: permette le modifiche al tema
  • Plugin: piccoli software/app aggiuntivi per ottenere ulteriori funzionalità
  • Utenti: questa sezione dà la possibilità di aggiungere altri utenti cui attribuire determinate funzioni
  • Strumenti: questa sezione contiene vari strumenti, tra cui quello che ti permette di esportare contenuti da un sito all’altro
  • Impostazioni: da qui puoi gestire la formattazione dei contenuti del blog, e al suo interno troverai altre sotto-sezioni:
    • Scrittura
    • Lettura
    • Discussione
    • Media
    • Permalink

Naturalmente, oltre a quelle che ho appena illustrato e che sono le funzioni, per così dire, “base”, il tuo menu può contenere altre voci dipendenti dalle funzionalità (plugin) o dai temi che hai aggiunto.

Il tema: il design del blog

Nel momento in cui creiamo un blog, questo avrà un tema assegnatogli di default da WordPress, uno dei temi gratuiti e basilari (ad esempio, Twenty Fifteen, Twenty Twenty, eccetera). Si tratta di temi non esattamente attraenti e, quindi, una delle prime cose che avremo voglia di fare sarà proprio cambiare il tema.

Per farlo, dobbiamo andare, nel menu appena descritto, su “aspetto” e, da qui, su “Temi”.

Ma qual è il tema migliore per il nostro blog? Nel web sono disponibili migliaia di temi diversi, ma ti assicuro che tre sono i migliori in assoluto:

  • Generatepress
  • Newspaper Theme
  • Astra

 

Generatepress

Generatepress è il tema più veloce e leggero in assoluto. È affidabile e va bene in genere per il 95% dei blog. Di per sé, il tema è gratuito, va però detto che è consigliabile acquistare il plugin Generatepress Premium per 59 dollari per poter disporre di numerose altre funzionalità. Ti consiglio decisamente questa opzione visto che il plugin Premium ti permette, tra l’altro, di aggiungere sezioni in qualsiasi parte del blog, di personalizzare alcuni aspetti del layout del blog e del menú e di installare demo già creati dal team di Generatepress, senza bisogno di perdere tempo a fare il design del blog.

 

Newspaper Theme

Newspaper Theme è uno dei temi più utilizzati dai blog italiani e possiede moltissime funzionalità. Perfetto per tutti i tipi di blog, in particolare, come suggerisce il nome, per i siti di informazione dallo stile giornalistico e per i giornali online. I demo già creati sono molto semplici da installare.  Si presta particolarmente ad inserire ogni tipo di lista o elenco (per esempio: top 10 cose da fare a Cagliari) e i banner pubblicitari di Google Adsense in ogni parte del blog. Anzi, se vuoi monetizzare il sito tramite Google Adsense, si tratta della scelta migliore. A differenza di Generatepress che il tema base è gratuito, Newspaper parte da un Prezzo di 59 dollari.

 

Astra  

Anche Astra è uno dei temi migliori per modellare il proprio blog. La particolarità di questo tema è che si adatta molto bene con Woocommerce, il plugin che permette di creare un negozio online su WordPress. Insomma, se oltre ad offrire contenuti, vuoi vendere qualcosa, questo è il sito ideale per te. Anche per Astra, esiste una versione gratuita, ma è consigliabile acquistare il plugin a pagamento per avere una quantità maggiore di funzionalità a disposizione. Prezzo: 47 dollari.

Prima di concludere questo paragrafo sui temi, una piccola precisazione: nel web, come ho accennato più su, la quantità di temi disponibili è praticamente infinita. Su themeforest (il marketplace dei temi wordpress) sono disponibili migliaia di temi, anche gratuiti, davvero molto attraenti. Il pericolo più frequente, però, è che il loro funzionamento si riveli all’atto pratico piuttosto scadente.  Per questa ragione, è meglio restare su temi popolari il cui uso è ormai ampiamente verificato, come quelli che ho appena descritto.

8.3 Impostazioni generali e struttura delle url del blog

A questo punto, prima di creare i contenuti del tuo blog, ti rimane ben poco da fare. Si tratta però di passi importanti: occorre settare le impostazioni generali di WordPress e modificare la struttura di url del sito.

Dal menù a sinistra, seleziona “Impostazioni >Generali” e aggiungi quindi:

  • Il titolo del sito
  • Il suo motto
  • L’indirizzo mail principale
  • Data e orario

A questo punto, puoi modificare l’URL del sito, puoi cioè aggiungere www. prima dell’URL stessa. Successivamente, puoi andare a modificare le altre URL del sito, ovvero i link alle diverse pagine e ai post del blog.

Personalmente, ti consiglio di modificare le URL denominandole con il nome dell’articolo corrispondente: è un’opzione molto pratica che farà sì che subito dopo il nome del dominio vengano i titoli dei post.

Supponiamo, ad esempio, che tu abbia un blog comprensivo di una homepage, di una pagina “Chi siamo” e di due articoli (cosa vedere a Parigi e Cosa mangiare a Parigi), le URL del tuo sito saranno le seguenti:

  • Home: ilmiodominio.com
  • Chi Siamo: ilmiodominio.com/chi-siamo
  • Post 1: ilmiodominio.com/cosa-vedere-a-Parigi
  • Post 2: ilmiodominio.com/cosa-mangiare-a-Parigi

 

Nel caso in cui abbiamo scelto l’opzione personalizzata, davanti alla url degli articoli (non confondere con le pagine) possiamo inserire una parola specifica di nostra preferenza. Si tratta di una opzione utilizzata molto spesso dai siti aziendali che vogliono distinguere con facilità le pagine aziendali daigli articoli del blog. Utilizzando lo stesso esempio di prima, in questo caso, useremmo la parola “blog” per effettuare questa distinzione. Avremmo dunque:

  • Home: ilmiodominio.com
  • Chi siamo: ilmiodominio.com/chi-siamo
  • Post 1: ilmiodominio.com/blog/cosa-vedere-a-parigi
  • Post 2: ilmiodominio.com/blog/cosa-mangiare-a-parigi

Personalmente, preferisco la prima opzione, contenente solo il nome dell’articolo, ma, chiaramente la decisione migliore dipende anche dalla natura del sito che si sta creando.

 

Aggiungi i plugin per avere funzionalità extra

Per continuare a personalizzare in maniera efficace il tuo blog e migliorare le sue performance se ondo i tuoi bisogni, è il momento di installare i plugin. I plugin non sono altro che strumenti che possono essere installati su WordPress per aumentarne la funzionalità.

Esiste una quantità inimmaginabile di plugin, ognuno dei quali risponde ad un determinato obiettivo. Non è però il caso che tu ne installi troppi, perché finirebbero per rendere il tuo sito molto più lento e compromettere il corretto funzionamento di WordPress.

È bene dunque che tu sappia esattamente cosa ti serve.

Per installare un plugin, basta andare sul menu di WordPress e cliccare su “Plugin”, quindi su “Aggiungi nuovo”.

Qui di seguito, invece, alcuni tra i plugin più importanti:

  • Yoast SEO: questo è un plugin indispensabile per ottimizzare il tuo blog dal punto di vista della SEO. Utilizzarlo non è eccessivamente complicato. Basta seguire con attenzione alcuni passaggi:
    • Sulla bacheca di WordPress, vai nella sezione PlugIn e cerca Yoast SEO
    • Installalo
    • Nella barra di navigazione, a sinistra, sempre stando su WordPress, clicca sulla voce SEO. Si renderà allora visibile una panoramica del PlugIn. Per configurarlo, clicca su Check SEO Configuration. In questo modo, puoi accedere senza difficoltà alla procedura guidata di configurazione. Puoi scegliere ad esempio quali funzionalità attivare e quali no (analisi SEO, leggibilità, opzioni di sicurezza, eccetera).
    • Collega Yoast SEO ad altri strumenti per webmaster, ad esempio, alla Google Search Console. Per fare questo, dovrai verificare il tuo sito. Lo stesso Yoast SEO mette a disposizione una procedura per farlo in maniera piuttosto semplice.

Sono molte le funzioni che questo plugin offre a chi se ne avvale. Non a caso, è il più utilizzato in assoluto da blogger e webmaster. Già la versione base permette di ottenere ottimi risultati, senza dover ricorrere alla versione Premium. Yoast SEO mette a disposizione dei blogger un assistente editoriale che attribuisce un punteggio ai tuoi contenuti sulla base della parola chiave principale presente nel titolo, nel sottotitolo e nella meta description. Se scegli questa opzione, inoltre, Yoast SEO attribuirà un punteggio anche alla leggibilità del tuo articolo, sulla base della lunghezza delle singole frasi e del linguaggio utilizzato. Naturalmente, Yoast SEO non è un oracolo e perché i tuoi contenuti abbiano successo, dovrai tenere conto anche di molti altri fattori, molti dei quali abbiamo già affrontato nel corso di questa guida.

  • Tiny Png, Compress Images: questo plugin, così come suggerisce il suo nome, ti permette di comprimere le immagini che intendi caricare sul tuo blog. Può rivelarsi in alcuni casi davvero molto utile. Questo plugin ti permette di comprimere le immagini che carichi sul tuo blog fino al 70%, che si tratti di file JPG o PNG. Già la versione gratuita permette di comprimere un buon numero di immagini periodicamente (500 al mese). Se ciò dovesse rivelarsi non sufficiente, però, sono previste tre diverse opzioni a pagamento. Il funzionamento è davvero molto semplice e molto veloce e, cosa da non trascurare, la qualità delle immagine non viene minimamente intaccata. Unica pecca: il sito non è in italiano e non permette di comprimere immagini .gif.
  • Shortcodes Ultimate: così come suggerisce il nome, questo plugin permette di creare degli shortcodes, ovvero dei codici brevi e quindi di preimpostare pulsanti, tab eccetera. È utile se si vogliono utilizzare vari elementi visivi nell’editor dei post, nei file template o nei widget di testo. Non è però indispensabile. La scelta di utilizzarlo dipende molto da come intendi impostare il tuo blog.
  • Elementor ed Elementor PRO: ti permette di gestire la personalizzazione della tua pagina più agevolmente e in maniera più soddisfacente, una volta che avrai scelto il tema. È molto utile, ma non necessario. È disponibile peraltro una versione gratuita, installabile direttamente da WordPress, che permette già di personalizzare molto le proprie pagine, nonché di crearne molto in fretta. In caso contrario, per chi non si accontenta, è disponibile la versione PRO, scaricabile direttamente sul sito. La versione base mette a disposizione 30 widget, tra cui avvisi, icone, schede, barre di progressione, contatori, liste di icone con testo e molto altro ancora. Insomma, si tratta di una versione di tutto rispetto che può soddisfare blogger già abbastanza esigenti. La versione Pro, invece, fornisce ben 24 funzionalità in più rispetto a quella base. Elementor non è un PlugIn necessario per chi si accinge ad aprire un blog, ma sicuramente utile e può dare davvero molta soddisfazione.

Crea le pagine principali del blog

Adesso che hai preparato il terreno e ti sei dotato di tutti gli strumenti necessari, puoi cominciare concretamente a creare le pagine principali del tuo blog.

Ogni sito web è composto in genere da queste pagine principali:

  • Homepage: la prima pagina del sito
  • About page: la pagina “chi siamo”
  • Contact Page: la pagina di contatto

Cominciamo quindi con la creazione dell’Homepage.

La tua Homepage può essere creata sia utilizzando l’editor di default, ovvero Gutenberg, sia Elementor. Ad ogni modo, quello che dovrai fare sarà:

  • Andare nel menu di WordPress
  • Selezionare “Aspetto” e quindi “personalizza”
  • Nel menu che si apre “Impostazioni Homepage”, selezionare “la tua Homepage mostra”

A questo punto, puoi decidere di creare una homepage ad hoc o di fare in modo che questa mostri i tuoi ultimi articoli. Soprattutto all’inizio della tua avventura, questa opzione può essere una buona soluzione.

Se vorrai fare questo, ti basta cliccare su “gli ultimi articoli”. In caso contrario, se vuoi che la homepage sia staccata dagli articoli del blog, clicca su “pagina statica”. In questo caso, dovrai a questo punto creare la pagina, se non lo hai già fatto.

Per farlo, basta tornare nel menu principale di wordPress, selezionare “pagine” e poi “aggiungi pagina”. A questo punto, potrai cliccare su “modifica con Elementor”, se lo hai installato, altrimenti, come anticipato più su, potrai utilizzare l’editor di default di WordPress che adesso funziona con Gutenberg.

Una volta realizzata la nuova pagina, clicca su “aspetto”, quindi su “personalizza” e seleziona la pagina appena creata come Homepage.

Procediamo con la creazione della pagina dei contatti.

In questa pagina, che dovrai creare con un procedimento del tutto simile a quello che ho appena illustrato per la creazione della Homepage, potrai inserire tutti i dati necessari a contattarti.

Terminiamo con la pagina about.

La pagina che descriverà chi sei (o siete) è molto importante e contribuirà certamente a determinare il successo del tuo blog. Descriviti in maniera attraente, ma non mentire. Sii sincero su te stesso ed autentico, non esagerare, non inventare competenze campate in aria. Il popolo del web è sempre più smaliziato e le bugie hanno in questo ambiente le gambe davvero molto corte.

Collegare il sito a Google Analytics e Google Search Console

È importante che tu possa farti un’idea abbastanza precisa del traffico del tuo sito e del tipo di comportamento che terranno i visitatori del tuo blog. Per questa ragione, ti sarà utile collegare il tuo sito a Google Analytics.

Google Analytics è uno strumento gratuito di Google che ti permette di disporre di statistiche complete sui visitatori del tuo sito.

Per poter collegare il tuo sito a Google Analytics, hai due opzioni:

  • Andare sul sito di Google Analytics e creare con l’url del tuo blog una nuova proprietà
  • Installare su WordPress il plugin MonsterInsight e collegarci il tuo account Google Analytics

Ad ogni modo, una volta che avrai il tuo account di Google Analytics, disporrai di un codice da inserire nel tuo blog, il cosiddetto codice di monitoraggio. Lo trovi in questo modo:

  • Accedi al tuo account Google Analytics
  • Clicca su “amministratore”
  • Seleziona “account” sul menu
  • Nella colonna “proprietà” seleziona “monitoraggio”, apparirà il tuo codice

Nel caso in cui tu abbia utilizzato uno dei temi che ti ho suggerito più su, ovvero Generatepress, Astra o Newspaper Theme, questi hanno tutti una sezione apposita in cui inserire il codice di monitoraggio. In caso contrario, potrai installare un plugin che ti permetta di aggiungere il codice come Monsterinsight.

Ti consiglio, ad ogni modo, di installare l’App di Google Analytics sul tuo smartphone: in questo modo, potrai tenere sotto controllo costantemente e agevolmente le visite al tuo blog.

A questo punto, non ti resta che creare anche un account su Google Search Console. Perché?

Google Search Console è un tool gratuito di Google che ti permette di controllare la visibilità del tuo sito e la sua indicizzazione, di inviare la sitemap e di controllare altri aspetti molto importanti.

Pianifica i contenuti e scrivi nel blog

Sei pronto? Eccoci arrivati nel vivo della tua esperienza di blogger! Anche qui, ci sono dei passi preliminari che dovrai compiere.

9.1 Ricerca di Keyword

La ricerca di keyword, ovvero di parole chiave, è uno degli aspetti più importanti quando si apre un blog professionale e si vuole che abbia successo. La ricerca di keyword consiste nel cercare con dei tool appositi le parole e le frasi che gli utenti cercano su Google in rifermento ad un determinato tema, in modo da creare contenuti appropriati per ogni ricerca.

Come ho spiegato più su, uno dei migliori tool per rapporto prezzo/qualità è Kwfinder. Con kwfinder potrai cercare tutte le keyword e vedere quante persone cercano quelle parole su Google ogni mese.

Nel caso in cui tu non volessi, almeno per il momento, fare questo piccolo investimento, che io però ti consiglio caldamente, puoi usare un trucco alternativo per vedere quali sono le keyword più ricercate su Google.

Questo metodo consiste nell’inserire su Google le parole che pensi possano essere ricercate riguardo ad un determinato tema. In questa maniera, Google ti suggerirà altre ricerche rilevanti. Proviamo con un esempio: inseriamo la parola chiave “come guadagnare con un blog”, ecco qui di seguito, i suggerimenti che ci dà Google:

In questo modo, potrai sapere cosa cerca la gente con riguardo ad un determinato tema; non hai però la possibilità di conoscere il numero delle ricerche effettuate: per questo, ti occorre Kwfinder.

 

9.2 Il piano editoriale

Ora che abbiamo effettuato la ricerca delle keyword, dobbiamo includere queste parole chiave nel testo dei nostri articoli, in modo che Google capisca di cosa si tratta e quindi affinché il nostro articolo, o meglio, il nostro blog, appaia tra i primi risultati quando qualcuno effettua una ricerca che riguarda l’ambito di cui abbiamo scritto.

Ma come si fa? Come si organizzano i contenuti per scrivere il blog?

Torniamo al nostro esempio iniziale, quello del blog di viaggi a Parigi. Supponiamo che tu abbia fatto una ricerca e abbia trovato le seguenti parole chiave con i rispettivi volumi di ricerca mensili

  • cosa vedere a Parigi (1800)
  • cose da visitare a Parigi (300)
  • posti da visitare a Parigi (400)
  • cosa mangiare a Parigi (180)
  • cibi tipici Parigi (60)
  • attività da fare a Parigi (20 )
  • cosa fare a Parigi (430 )

Abbiamo 7 parole chiave. Dobbiamo includerle tutte in uno stesso articolo? O dobbiamo scrivere 7 articoli diversi?

Nella maggior parte dei casi, si consiglia di utilizzare una keyword principale per ogni articolo, insieme a delle keyword secondarie. Ricorda, però, che le keyword secondarie devono essere delle varianti della keyword principale, dei sinonimi o comunque delle parole/frasi simili. Insomma, non devono essere delle parole che non c’entrano niente.

Se, ad esempio, facciamo un articolo su Cosa vedere a Parigi, probabilmente sceglieremo come keyword principale “Cosa vedere a Parigi”, visto che è quella con più ricerche, e poi possiamo aggiungere come keyword secondarie “cose da visitare a Parigi, posti da visitare a Parigi” visto che sono delle parole chiave che rispondono esattamente alla stessa domanda.

Lo stesso succede con “Cosa mangiare a Parigi” e “Cibi tipici Parigi”. Sono due keyword che rispondono all’utente che cerca su Google in maniera simile: si può creare un unico articolo per tutte e due.

Infine, le parole chiave “Cosa fare a Parigi” e “Attività da fare a Parigi”, potrebbero essere incluse in un terzo articolo. Come hai potuto vedere, con 7 keyword abbiamo creato 3 articoli. E così via, con tutte le keyword che troverai riguardanti l’argomento del tuo blog. Questo è il modo più semplice ed effettivo per creare un piano editoriale per un blog. Il piano editoriale prevedrà necessariamente l’inserimento periodico e regolare di contenuti.

Come si includono le keyword? Basterà includere le parole chiave nei diversi titoli e paragrafi dell’articolo in modo naturale. Mi raccomando: non esagerare quando includi la parola chiave: devi farlo in modo naturale e non forzato, perché Google penalizza gli articoli che fanno “keyword stuffing”, ovvero che includono le parole chiave in eccesso e in modo non naturale in rapporto con il testo. Se non sai come farlo, ti consiglio di leggere la nostra guida per imparare a scrivere contenuti per il web.

Scrivere articoli

Per scrivere articoli basterà andare su “articoli”, quindi su “aggiungi articoli” e potrai iniziare a scrivere.

Se hai installato il plugin Yoast SEo di cui abbiamo parlato prima, potrai modificare il meta title e la meta description e scrivere quello che vuoi. Il meta title e la meta description sono il titolo e la descrizione che appare su Google quando facciamo una ricerca. È molto importante fare dei titoli meta molto attraenti, in modo da invogliare gli utenti a cliccare proprio sul tuo contenuto.

Nel caso tu non abbia installato Yoast Seo, il titolo meta che apparirà di default sarà uguale al titolo dell’articolo.

Qui di seguito, un esempio di articoli, comprensivi di titolo e di meta description, così come ci appaiono se effettuiamo una ricerca Google su “cosa mangiare a Parigi”:

 

 

10. Attrarre traffico: la base per creare un blog di successo

 

Ma, concretamente, come attrarre traffico? Ovvero, come fare in modo che il numero più ampio possibile di utenti visiti il nostro blog? Per ottenere un risultato soddisfacente, occorre tenere in considerazione diversi elementi che illustrerò qui di seguito brevemente:

SEO

Abbiamo già accennato in diversi punti di questa guida di cos’è la SEO. La SEO, e più specificamente, la scrittura SEO non è altro che l’ottimizzazione che devi operare sui tuoi contenuti in funzione dei motori di ricerca. Ciò vuol dire che, per far in modo che il tuo articolo sia correttamente indicizzato, che appaia cioè tra i primi risultati visibili a chi effettua una ricerca pertinente con l’argomento dell’articolo su Google, devi badare aduna serie di parametri.

Se hai installato il plugin Yoast SEO, nel momento in cui avrai inserito il tuo articolo sul blog, troverai sotto di esso dei suggerimenti per arrivare ad una buona ottimizzazione in chiave SEO dell’articolo stesso.

Yoast SEO ti dà indicazioni sul titolo e ti inviterà a ridurne la lunghezza se risulterà troppo lungo per le ricerche Google, valuterà la quantità delle parole chiave che hai usato, la meta description e la lunghezza delle singole frasi. Non si tratta, ovviamente, di una bacchetta magica: il valore del contenuto e la correttezza grammaticale e sintattica delle frasi dipende comunque da te, ma è bene in ogni caso che tu tenga conto dei suggerimenti del plugin e modifichi il contenuto laddove YOAST SEO ti suggerisce di farlo.

Un titolo troppo lungo, ad esempio, apparirebbe troncato nei risultati di ricerca Google e non consentirebbe all’utente di capire di quale contenuto si tratti. Al tempo stesso, frasi eccessivamente lunghe non sono congeniali per la SEO. Al tempo stesso, YOAST SEO segnalerà se hai usato troppo poco le parole chiave, o, al contrario, se hai esagerato e stai rischiando il keyword stuffing.

Dopo aver ottimizzato il contenuto, potrai passare ad ottimizzare la url che dovrà contenere la parola chiave principale. Potrai quindi scegliere delle immagini da allegare al tuo articolo, la categoria ed eventuali tag. Quando l’ottimizzazione sarà completata, potrai mettere online il tuo contenuto! Ovviamente, l’esperienza rende maestri e ciò che all’inizio ti sembrerà macchinoso, con il tempo ti riuscirà con naturalezza.

Social

Non ti resta, ora, che promuovere il tuo blog! Ovviamente, ci sono innumerevoli modi di promuovere un blog. Uno di questi è servirsi dei social media: Facebook, Instagram, Linkedin, Pinterest, Snapchat, Reddit, Twitter, e chi più ne ha più ne metta.

Naturalmente, promuovere il proprio blog sui social non vuol dire usarli tutti contemporaneamente. La maniera migliore di procedere è quella di “testare” le varie piattaforme, un paio alla volta, per capire quali sono più utili al blog in generale e ai vari articoli in particolare.

Bisogna infatti tener conto del fatto che ogni social ha un pubblico diverso, per età, interessi e per linguaggio. Promuovere il proprio articolo su Facebook è molto diverso che farlo su Reddit, giusto per fare un esempio abbastanza estremo. Facebook ha un pubblico mediamente più adulto e generalista rispetto a Reddit, che invece ha contenuti molto più specifici e di nicchia, insieme ad un pubblico in media leggermente più giovane.

E-mail marketing

Un’altra tra le numerose possibilità è utilizzare un tipo di promozione che si serva della posta elettronica. Ovviamente, prima dovrai disporre di una mailing list, ovvero di persone che, trovatesi davanti ad un invito specifico, all’interno del tuo blog, hanno inserito la propria mail nella lista consapevoli che questo avrebbe comportato l’invio di posta da parte tua.

Una volta in possesso di una mailing list corposa e composta da persone interessate al tuo blog, puoi dotarti di strumenti di e-mail marketing automation che ti permetteranno di programmare dinamicamente gli invii periodici di e-mail.

L’e-mail marketing è in genere molto efficace, soprattutto quando è oggetto di personalizzazione, ovvero quando le mail sono programmate in modo da rivolgersi a ciascun utente in maniera personalizzata.

Ovviamente, occorre curare bene l’intestazione del messaggio elettronico, affinché non finisca immediatamente nel cestino delle spam. Un altro elemento molto importante da non dimenticare è inserire sempre la possibilità dell’unsuscribe, così come stabilito dalla normativa in materia di privacy e di protezione dei dati.

Google Ads

Ho già fatto cenno a Google Adsense. Concludiamo ora il discorso, parlando anche di Google Ads. Per capire meglio le funzionalità di Google Ads, riprendiamo brevemente le funzionalità di Google Adsense e poi chiariamo in cosa si distingue Google Ads.

Google AdSense è lo strumento pensato espressamente per i publisher che gestiscono blog, siti o forum e hanno intenzione di monetizzarli. Google adsense consente di pubblicare degli annunci sul proprio sito e di guadagnare sulla base del numero di persone che visualizzano questi annunci o interagiscono con essi.

Google Ads, invece, si rivolge ai cosiddetti inserzionisti. Chi vuole pubblicizzare i propri prodotti o i propri servizi, utilizza Google Ads per far crescere la propria attività. Gli annunci vengono in questo modo pubblicati tra i risultati di Google (e sui siti dei publisher) sotto forma, appunto, di annunci.

Google Ads funziona con il sistema del “costo per clic” (CPC): ciò vuol dire che si paga soltanto per i clic sui propri annunci. Il costo è variabile e quanto pagherai effettivamente dipende da te: tu puoi impostare il budget massimo giornaliero che sei disposto a mettere a disposizione per gli annunci. In ogni caso, ciò che pagherai non sforerà questo limite, ma potrà capitarti di pagare anche molto di meno.

 

 

Aprire un blog nel 2021: ne vale la pena?

Come vedi, aprire un blog e farlo funzionare non è complicato, ma prevede una serie di passi da compiere, oltre ad una buona dose di tempo da dedicarvi. Se poi hai intenzione di trarne profitto, ovvero di monetizzarlo, sono diversi i dettagli a cui dovrai fare attenzione e le strategie che dovrai adottare.

A prescindere dal fatto che il tuo entusiasmo e la tua voglia di lanciarti in questa avventura giocano un ruolo fondamentale, è lecito chiederti se ne valga la pena o no.

Forse, ad esempio, vista la mole di informazioni disponibili online, ti stai chiedendo se non sia troppo tardi, se non ci sia, cioè, un surplus di informazioni all’interno delle quali sarà molto difficile inserirti e renderti visibile. In realtà, non è così: l’attività di blogging è in crescita e non ha ancora registrato battute di arresto. Una volta che avrai trovato la tua nicchia, se creerai contenuti interessanti e attraenti e riuscirai a promuoverli in maniera efficace, riuscirai sicuramente ad avere un pubblico, che ti seguirà perché ama il tuo stile e trova i tuoi contenuti interessanti, permettendoti anche di realizzare guadagni interessanti.

Certo, dovrai armarti di pazienza: il blogging non è cosa per chi si aspetta di ottenere tutto e subito. Se avrai pazienza e costanza, però, le soddisfazioni arriveranno di certo.

Aprire un blog ti dà l’opportunità di crescere, di aumentare la tua autostima, di apprendere nuove nozioni e di guadagnare. Senza contare che, a seconda degli argomenti che sceglierai, avrai l’opportunità di aiutare tante persone ad informarsi o ad apprendere cose nuove. E tutto questo, anche nel 2021.

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